Tortillas messicane

cancionmorena, finalmente le ho fatte.

200g di farina bianca insieme a 175g di farina gialla (io l’ho polverizzata ancora un po’ prima di unirle) + 3 tazze d’acqua (non troppo grandi).
Metti nella padella antiaderente con olio d’arachidi giusto per non farle attaccare, senza farle navigare. Ciascuna deve essere indicativamente larga come una manco aperta e spessa 3mm.
Cambi lato appena bruciacchia (la ricetta diceva 3 minuti, ma era troppo).
Togli, sali e mangi mentre sono ancora calde. Da fredde sono un po’ gommose.

It’s true, I am afraid of dying. I am afraid of the world moving forward without me, of my absence going unnoticed, or worse, being some natural force propelling life on. Is it selfish? Am I such a bad person for dreaming of a world that ends when I do? I don’t mean the world ending with respect to me, but every set of eyes closing with mine.
— Jonathan Safran Foer, Everything Is Illuminated (via observando)

Programma di riabilitazione del genere femminile

Da svolgersi entro: 8 marzo.

  1. BASTA OSANNARE JANE AUSTEN
    Non è l’unica scrittrice, per l’amor del cielo! Shelley, Christie, Gaskell, Dickinson, Saffo, Ginzburg, Woolf, le sorelle Brontë… Se questi nomi non vi dicono molto, abbandonate l’ennesimo romanzetto della Austen che state leggendo e correte in biblioteca. Perdonate lo sfogo. Meglio la Austen che la Kinsella, comunque.
  2. DONNE CHE ODIANO LE DONNE
    Siamo o non siamo le peggiori nemiche di noi stesse? Giudichiamo con troppa disinvoltura e senza approfondire. Superiamo un concorso e subito: Io me lo merito, ma chissà quante l’hanno data via…. Insultiamo sempre usando puttana&sinonimi. Sappiamo esattamente quali sono i nostri punti deboli e per questo, quanto a cattiverie, mietiamo molte più vittime noi a parole che gli uomini con le mani. Basti vedere quante sono cascate nella trappola mediatica del Quant’è bella il ministro Boschi, è bella ma non è brava, è ministro perché è bella, ma poi è così bella?. Diamo il beneficio del dubbio, se vogliamo che ci sia concesso. E lasciamo da parte l’invidia, veramente, fa male alla salute di chi la prova. Come sconfiggerla? Semplice, confessandola!
  3. VIVI E LASCIA VIVERE
    Se una balena ha voglia di andare in giro in leggings, ne ha tutto il diritto. E voi sicuramente avete cose ben più importanti a cui pensare, non è vero?
  4. ABOLIRE I CANONI
    … e gli stereotipi. Non tocca sempre all’uomo fare il primo passo. Si può amare il sesso senza essere prostitute. Far ridere un uomo non ci rende meno femminili. Si possono avere i capelli corti senza essere necessariamente lesbiche e viceversa. Si può amare la moda ed essere colte allo stesso tempo. Si può amare un uomo molto più maturo senza volere i suoi soldi. Non sono i nostri piedi che, a furia di calli e vesciche, si devono adattare alle scarpe, semmai è il contrario! E via dicendo.
  5. NO ALLA PARITÀ A TUTTI I COSTI
    Non è andando a vedere uno spogliarello maschile che festeggerete degnamente l’8 marzo. Non è facendo gare di rutti che conquisterete il rispetto degli uomini. Questa è parità al ribasso. Ci sono molti fronti in cui possiamo competere, evitiamo di perdere tempo impegnandoci in gare degradanti e lasciamo il primato agli uomini in queste.
  6. SINCERITÀ
    Con noi stesse e con gli altri. E non solo quando ci domandano se ci masturbiamo o se guardiamo porno. Per esempio, una volta ho letto nel blog del Dottor D che le donne hanno incredibili capacità di autoconvincimento (era un bel post, faceva morire dal ridere, ora non lo trovo più). Molte fanno percorsi mentali del tipo: non mi piace > però è l’unico a cui io piaccia > possiamo provarci > è l’uomo della mia vita. Sicuramente c’è chi ha genuinamente cambiato idea, ma in ogni caso, se volete stare con qualcuno solo per divertirvi, ammettetelo e basta. E poi, smettiamola con gli enigmi: se vogliamo che una persona faccia qualcosa, chiediamoglielo e non aspettiamolo come la manna dal cielo.
  7. AUTOSUFFICIENZA EMOTIVA
    In parte collegato al punto precedente. Non abbiamo paura di rimanere sole. Non è necessario stare con qualcuno per sapere quanto valiamo. Chiaro?
  8. FEMMINISMO 2.0
    Il femminismo deve avere come scopo quello di portare all’equilibrio una situazione di squilibrio. Così come l’8 marzo (che non è una festa), dovrebbe sparire una volta conseguito l’obiettivo. Le donne non sono inferiori, ma nemmeno superiori. E piantiamola con ‘sta storia che le donne tengono in grembo la vita e gli uomini no. Evitiamo le battaglie inutili, come trovare la versione femminile di ogni sostantivo (ministra fa schifo), focalizziamoci sulla sostanza e partiamo proprio dall’educazione donne, anziché dagli uomini. Diciamolo chiaramente: il punto in più che prendete per la scollatura all’esame col docente marpione è un passo indietro per tutte noi. Infine, prendiamoci a cuore quei rari casi di discriminazione al contrario, anche se di importanza apparentemente minima. Volete mettere la soddisfazione di essere proprio noi a batterci, per esempio, perché il nuoto sincronizzato venga aperto agli uomini? ;)
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